CONAF - Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali
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LE DONNE DELL’ACQUA E LA LORO IMPRONTA SULLA LEGALITÀ AGRO-AMBIENTALE

Acqua e agricoltura, legalità e trasparenza. Tra questi quattro pilastri si snodano le riflessioni della Vicepresidente del CONAF, Marcella Cipriani.

L’acqua la risorsa idrica, strumento di controllo malavitoso
L’acqua, da elemento essenziale per la produzione agricola spesso viene trasformato in elemento per il controllo delle sorti dell’attività agricola in diverse zone del territorio italiano. Oltre all’accaparramento e il furto di impianti di irrigazione, i gruppi malavitosi hanno spesso beneficiato di goduto di infiltrazioni nei progetti di costruzione di dighe e nel controllo delle acque sotterranee.

L’acqua, i suoi disastri, la sua regimazione e la gestione del territorio
L’Italia è un territorio fragile per condizioni orografiche, per quelle meteo-climatiche, ma anche per mancanza di pianificazione e per i fenomeni di abbandono.
Tutte queste premesse rendono il nostro Paese particolarmente vulnerabile ai fenomeni estremi dei cambiamenti climatici. A farne le spese è soprattutto l’agricoltura con inondazioni, dissesti, erosioni e siccità prolungate. La salvaguardia del rischio di perdita del reddito agricolo con i piani assicurativi integrati è una soluzione rispetto all’immediato, ma è ancora più importante la tutela del territorio, la salvaguardia dell’equilibrio tra le funzioni produttive e le funzioni di protezione, il recupero degli investimenti sulla regimazione delle acque, le sistemazioni idraulico agrarie e idraulico forestali, la fitodepurazione. Solo attraverso investimenti mirati e di lungo periodo, il “patrimonio terra” con la sua fertilità e la sua capacità produttiva potrà essere adeguatamente sicuro e produttivo.
Il contributo degli agronomi offre una progettazione agronomica e forestale che abbia parametri diversi rispetto a quelli puramente produttivi, una progettazione di lungo periodo, di sistemi produttivi resilienti, che recuperi i concetti della agroecologia, del paesaggio, della biodiversità della salvaguardia della fertilità del suolo, della gestione della risorsa idrica.

L’acqua, la trasparenza agroalimentare e la sicurezza ambientale
L’acqua è un bene prezioso e come tale va impiegato ma anche tutelato e preservato nella sua qualità.
Per gli agronomi, la trasparenza agroalimentare, la sicurezza alimentale ed ambientale si raggiungono soprattutto attraverso la tracciabilità del fitofarmaco e la responsabilità nel suo utilizzo. Attraverso la ricetta elettronica del fitofarmaco prescritto dopo una diagnosi dando indicazioni per il rilascio in ambiente, evitando potenziali inquinamenti delle falde acquifere e dei corsi d’acqua.
Oggi, in Italia nel Piano nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci sia nella prima versione del 2014 che nella bozza di revisione del 2019 non ci sono passi avanti sufficienti; una maggiore sicurezza alimentare e un minore rischio di inquinamento sono determinati dalla conoscenza di tutto il percorso di produzione del cibo, dal campo alla tavola; e dove c’è più trasparenza, c’è maggiore legalità, dove ci sono sistemi informativi che riconducono ai soggetti che hanno responsabilità, il rischio di contraffazioni e contaminazioni è maggiormente sotto controllo.

L’acqua, la sua utilizzazione e gli approcci innovativi
È importante la gestione trasparente, ma soprattutto la implementazione dei sistemi della agricoltura 4.0.
In particolare, nella gestione delle risorse idriche bisogna promuovere la trasformazione digitale e l’utilizzo di dispositivi intelligenti che danno una disponibilità di dati per efficaci processi decisionali, attraverso il monitoraggio la gestione, la misura per avere una maggiore consapevolezza di consumi e del valore dell’acqua.
Il ruolo degli agronomi in tal senso è importante nella progettazione e come nella sensibilizzazione delle amministrazioni al progetto che deve essere la base di tutto, indipendentemente dai finanziamenti.

La legalità, la deontologia e le professioniste
La guida di una professione attraverso la deontologia professionale consente di indirizzare la formazione continua su sostenibilità e legalità. Da tempo non si parla più di sola tutela dell’ambiente separata dalla qualità agro-ambientale e alimentare, ma si coniuga l’idea della “legalità” come elemento unificante: il rispetto delle regole quale garanzia di tutela delle comunità, del produttore e del consumatore.
La carta mondiale dell’agronomo e le carte congressuali come la Carta di Matera, che si sono succedute dopo EXPO 2015 proclamano la sostenibilità come elemento centrale della nostra azione. Sia nella carta mondiale degli agronomi, che in quelle nazionali, ci sono proprio acqua e suolo ed il nostro impegno per contrastarne le perdite e valorizzarne la importanza.
Il nostro contributo di professionalità potrebbe essere utilizzato, per esempio, a ridare nuova vita produttiva alle aziende agricole confiscate, perché l’amministrazione di beni non sia solo contabile, ma preveda anche un riutilizzo produttivo e sociale, perché diventi il riscatto di una comunità contro la illegalità.