Serve un governo ordinario del rischio

Nuovamente, a pochi giorni da un primo grave episodio, la Calabria torna a essere interessata da fenomeni meteo intensi che evidenziano le criticità idrogeologiche del territorio, con gravi conseguenze su viabilità, centri abitati e attività produttive.
La ravvicinata successione degli eventi conferma un dato e indica la linea d’azione, sottolinea il CONAF: serve un governo ordinario del rischio, non misure attivate solo a danno avvenuto.

La prevenzione non può avere tempi più lunghi dell’emergenza: pianificazione, procedure rapide e manutenzione ordinaria sono la prima misura di sicurezza per territori e filiere agroalimentari

Mauro Uniformi, Presidente nazionale CONAF

TRE PUNTI
La priorità è la pianificazione: la riduzione del rischio passa da una programmazione coerente sul bacino e sul reticolo idrografico minore, dalla gestione dei versanti e dalle regimazioni diffuse, con regia unitaria, continuità e priorità definite. Interventi discontinui e “a macchia di leopardo” non consolidano la sicurezza e lasciano esposte aree vulnerabili.
Accanto alla pianificazione è indispensabile la tempestività amministrativa. La semplificazione non può scattare soltanto nella fase emergenziale: deve operare soprattutto per la prevenzione, rendendo cantierabili in tempi certi manutenzioni e opere necessarie.
Per le aziende, in particolare zootecniche, occorrono procedure già definite per la messa in sicurezza degli animali, l’individuazione di ricoveri temporanei, l’approvvigionamento di foraggi e la continuità operativa nelle finestre meteo critiche. Per le aree agricole e forestali, la continuità della gestione ordinaria del territorio resta una misura essenziale di riduzione del rischio.

Serve pianificazione con regia unitaria e interventi continui sul bacino e sul reticolo idrografico: non azioni disomogenee che lasciano scoperte le aree più fragili. Il nodo è la rapidità: procedure snelle per la prevenzione, così da avviare manutenzioni e opere in tempi certi. E per il comparto agro-forestale e zootecnico servono piani operativi praticabili: riallocazione del bestiame, ricoveri sicuri, reperimento foraggi e logistica pronta. Come Dottori Agronomi e Dottori Forestali siamo a disposizione delle amministrazioni e della Protezione Civile in emergenza, nel pre e nel post

Monica Cairoli, coordinatrice del Dipartimento Clima e Ambiente CONAF.

Le aziende agricole stanno registrando danni ai terreni, alle infrastrutture rurali, alle colture e alle scorte foraggere, con difficoltà operative che rischiano di compromettere la continuità produttiva. È un quadro che richiede interventi immediati ma soprattutto una strategia stabile e strutturale. La manutenzione programmata delle infrastrutture rurali, delle alberature, la gestione delle superfici permeabili, la cura dei parchi e delle fasce verdi periurbane rappresentano azioni imprescindibili per proteggere le comunità e rendere le città più sicure e vivibili. Anche in ambito urbano, il contributo dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali è determinante per progettare, monitorare e gestire sistemi verdi efficienti e funzionali

Alessandro Guagliardi, presidente dell’ordine di Cosenza