A Milano il confronto nazionale sulle sfide ambientali e produttive del futuro

Gli spazi della Fondazione Catella, sede dell'assemblea

Non un semplice appuntamento istituzionale, ma un passaggio strategico per il futuro della professione. È stata la Fondazione Riccardo Catella a ospitare la prima Assemblea dei Presidenti degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del 2026. E come consuetiudine è stato un momento di confronto tra territori e livello nazionale chiamato a tradurre in azione le linee emerse dal XIX Congresso nazionale “Radici nel futuro”, tenutosi a Roma lo scorso novembre.

Al centro dei lavori, infatti, non vi è solo il coordinamento del sistema ordinistico, ma il passaggio dalla visione alla concretezza: le tesi 1 e 2 del Congresso diventano terreno di confronto operativo per affrontare le grandi transizioni ambientali, agricole ed economiche che stanno ridefinendo il ruolo della professione. Le successive due tesi saranno portate in discussione a Udine, nell’Assemblea di giugno, per proseguire la definizione delle linee di indirizzo della categoria.

Foreste, suolo e resilienza: il valore strategico delle risorse naturali
La prima direttrice di lavoro pone al centro il ruolo delle foreste e del suolo in un contesto globale segnato da crisi ambientali sempre più evidenti. Le risorse naturali emergono come fondamento ecologico, ma anche economico e sociale, sempre più esposto a pressioni e fragilità, la gestione forestale sostenibile si configura come uno strumento essenziale per rafforzare la resilienza degli ecosistemi e contribuire alla sicurezza alimentare.
In questo scenario, il dottore agronomo e il dottore forestale assumono un ruolo chiave, capace di connettere tutela e sviluppo, conoscenza tecnica e visione strategica. La professione è così chiamata a operare con competenze sempre più integrate, in cui pianificazione, governance e innovazione tecnologica diventano elementi inscindibili.

Sistemi produttivi e territori: la transizione verso modelli sostenibili
La seconda direttrice affronta la trasformazione dei sistemi agricoli e agroalimentari, sempre più chiamati a confrontarsi con la necessità di coniugare produttività, sostenibilità e competitività. In questo contesto, l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione e l’introduzione dei criteri ESG stanno modificando profondamente i processi decisionali e i modelli di sviluppo.

Degano

Cresce la domanda di una consulenza tecnica altamente qualificata, capace di accompagnare le imprese in percorsi di ristrutturazione, innovazione e adattamento ai cambiamenti climatici e di mercato. Il dottore agronomo e il dottore forestale si confermano, in questo quadro, figure centrali nella transizione ecologica, in grado di integrare conoscenze tecniche, visione territoriale e capacità di lettura dei nuovi scenari economici.
Luigi Degano, Consigliere CONAF


Un sistema che si rafforza tra territorio e livello nazionale
L’Assemblea dei Presidenti rappresenta un momento di confronto diretto tra gli Ordini territoriali e il CONAF, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento del sistema ordinistico e costruire una visione condivisa della professione, capace di trasformare le istanze dei territori in indirizzi strategici a livello nazionale.

L’incontro di Milano è il primo momento assembleare successivo al Congresso. In questi mesi, partendo dalla Carta di Roma, abbiamo impostato il percorso necessario a una professione che evolve e si afferma come attore dei processi di cambiamento, capace di mettere in relazione competenze, territori e visione per costruire il futuro.”

Mauro Uniformi, presidente Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali

Il ruolo delle foreste, lo sviluppo dell’agricoltura nei prossimi anni tra Green Deal, nuova PAC e impatti degli accordi UE-Mercosur, la zootecnia regionale davanti alla sfida della sostenibilità, per non parlare delle problematiche ricorrenti legate ai cambiamenti climatici, come alluvioni o siccità. Le competenze specialistiche del dottore agronomo e dottore forestale sono focali per garantire uno sviluppo sostenibile del Paese. Siamo lieti di ospitare 80 presidenti e delegati, dottori agronomi e dottori forestali, provenienti da tutta Italia per ragionare, qui in Lombardia, insieme, sull’innovazione tecnologica, sulla pianificazione territoriale e sulla gestione delle emergenze in una ottica di salvaguardia delle risorse. Quindi gli Ordini anche come garanti del bene per la comunità e questo si potrà portare avanti solo se gli agronomi, scienziati del territorio, della filiera agroalimentare, del settore forestale e del settore verde sapranno operare con il focus del bene per la collettività. Produrre al meglio, applicando le migliori tecniche, ma senza scordare la salvaguardia dei beni comuni: il suolo, l’aria, l’acqua.”

Francesca Oggionni, presidente dell’Ordine dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano