La piaga degli incendi del nostro Paese deve essere affrontata con maggiore determinazione, per la sicurezza delle comunità, per la salute dell’ambiente e per le casse dello Stato. Per questo il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (CONAF), una volta concluse le operazioni di spegnimento, chiede che vengano avviate valutazioni tecniche delle aree percorse dal fuoco, con particolare riferimento ai terreni forestali e agricoli.
Parimenti è necessario che venga data piena attuazione alla Pianificazione Forestale di Indirizzo Territoriale, che deve essere attivata e diffusa sull’intero il territorio nazionale, quale strumento indispensabile per dotare i territori delle infrastrutture di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi e di gestione selvicolturale. È solo così, infatti che è possibile individuare i punti più critici, le priorità d’azione e gli interventi da attuare, che sia la scelta delle specie o la rimozione della biomassa secca, che sia un intervento direttamente in bosco o nei parchi e nelle aree agricole.
La fase successiva all’incendio non è la semplice attività di ripristino. Essa costituisce un momento strategico per conoscere l’evoluzione degli ecosistemi, pianificare gli interventi più efficaci e ridurre i rischi connessi alla perdita di fertilità dei suoli, all’erosione, all’instabilità dei versanti e al dissesto idrogeologico.
“L’emergenza non termina con lo spegnimento delle fiamme. È in quel momento che diventa fondamentale comprendere gli effetti prodotti dal fuoco sulla vegetazione, sulla fertilità dei suoli e sulla stabilità dei versanti, così da programmare interventi efficaci di recupero e di prevenzione del dissesto.
Mauro Uniformi, Presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (CONAF).
Una valutazione tecnica del bosco nel suo insieme, redatta da professionisti qualificati, è l’unica soluzione per gestire una fase così delicata e strategica.”
LE DIMENSIONI DEL FENOMENO
Secondo il sistema europeo Copernicus – European Forest Fire Information System (EFFIS), aggiornato al 29 luglio 2026, nell’Unione europea sono già stati percorsi dal fuoco 434.976 ettari di territorio dall’inizio dell’anno, ben al di sopra della media storica. In Italia, al 31 luglio 2026, risultano percorsi dal fuoco 70.841 ettari, distribuiti in 322 incendi di grandi dimensioni censiti dal sistema EFFIS.
Dati che confermano come la stagione 2026 sia tra le più impegnative degli ultimi anni e rafforzano la necessità di affiancare alla gestione dell’emergenza una rigorosa valutazione tecnica degli effetti del fuoco sugli ecosistemi, sul suolo e sulla stabilità del territorio.
I costi di ripristino di un ettaro di bosco bruciato possono variare dai 10.000 ai 19.000 euro per ettaro, e decine di anni senza bosco. I costi per la gestione e la manutenzione di un bosco in efficienza posso variare dai 2000 ai 5000 euro per ettaro per anno, ma nella permanenza del bosco con tutti i suoi benefici ambientali, ecologici, idrogeologici, economici e sociali.
“Ogni incendio modifica profondamente il funzionamento degli ecosistemi. Le valutazioni post-incendio consentono di comprendere la capacità di rigenerazione della vegetazione, individuare le aree maggiormente vulnerabili e definire gli interventi più appropriati, privilegiando, ove possibile, i processi di recupero naturale e intervenendo solo quando realmente necessario. Una corretta lettura delle dinamiche ecologiche rappresenta il primo passo per ricostruire territori più sicuri, più stabili e più resilienti”
Monica Cairoli, Coordinatrice del Dipartimento Clima e Ambiente del CONAF.
“La gestione post-incendio rappresenta una fase essenziale, ma l’efficacia si costruisce a monte. Viabilità e piste forestali, punti di approvvigionamento idrico, aree di avvistamento sono alcune delle infrastrutture necessarie alla prevenzione e allo spegnimento. Sono azioni previste sia nel Testo Unico in materia di Foreste e Filiere Forestali (D.Lgs. 34/2018) che nella Strategia Forestale Nazionale affidano alla Pianificazione Forestale di Indirizzo Territoriale, due testi che chiedono di programmare con largo anticipo la gestione selvicolturale, anche in ottica di prevenzione dagli incendi.
Daniele Gambetti, Coordinatore del Dipartimento Foreste, Selvicoltura ed Economia Montana del CONAF.
Senza una pianificazione forestale diffusa sul territorio nazionale, ogni intervento resta emergenziale.”
In un contesto in cui gli incendi boschivi sono destinati a diventare sempre più frequenti e intensi per effetto dei cambiamenti climatici, investire nella conoscenza tecnica del territorio dopo il passaggio del fuoco significa trasformare l’emergenza in un’opportunità di prevenzione, ricostruzione e gestione sostenibile del patrimonio naturale nazionale.